Negli ultimi tre anni, dalla morte di Peppino Basile, ho pensato più volte che, ad Ugento, qualcosa potesse cambiare. O meglio dovesse cambiare. Tutti sapevamo, già prima della tragica notte del 14-15 giugno 2008, che, ad Ugento, la classe politica si alimentava di clientelismo, di indifferenza, di pratiche tendenti a considerare il cittadino non come fondamentale risorsa bensì come un disturbo, un corpo dormiente al quale era indispensabile non far sapere nulla o perlomeno “ invitarlo” a conoscere il meno possibile. Questo succede ancora!!!
Siamo alla vigilia di una campagna elettorale in cui la vecchia politica, tremendamente puzzolente, putrida, portatrice di rassegnazione, ritornerà ( anzi lo sta già facendo) miracolosamente ad interessarsi al cittadino, riservando loro un elevatissimo grado di attenzione. Speculerà ancora una volta sulla disperazione di gran parte degli ugentini nel tentativo, altrettanto disperato, di accaparrarsi il consenso. Chissà a quanti giovani verrà promesso, in campagna elettorale, un posto di lavoro per poi puntualmente fregarsene a partire dal 17 maggio. Chissà a quanti cittadini verrà promesso, ad esempio, il ribasso immediato ( o perlomeno in tempi brevissimi) delle tariffe della spazzatura. Obiettivo, quest’ultimo, raggiungibile invece solo ed esclusivamente in un’ottica pluriennale, attraverso una sensibile riduzione della quantità di rifiuto indifferenziato ( e pertanto di aumento della percentuale di raccolta differenziata), che noi tutti dovremmo prima culturalmente assorbire, per poter poi concretamente realizzare.
Pur essendo, a detta di qualcuno, lontano da Ugento (e per questo impossibilitato ad esprimere le mie personali opinioni) ho seguito con molta attenzione questi mesi di febbrili e confusionarie trattative politiche. Sotterfugi, volontà di fregare i propri potenziali alleati, soggetti o pseudo gruppi politici che un giorno si collocano a destra, il giorno dopo a sinistra, l’altro ancora al centro, giustificando il loro scadente comportamento col fatto che nelle piccole realtà locali tutti possano stare con tutti. Tutto sarebbe consentito in termini di alleanze. Gli ideali e i principi non conterebbero. Convinti (loro) che bisognerebbe fare ciò che si è sempre fatto. Non ci sono, a mio modesto parere, concetti più puzzolenti di quelli che ho appena citato, diretti a produrre ancor più rassegnazione, ancor più morte sociale.
C’è bisogno di buona Politica ad Ugento. C’è bisogno della Politica che non propina false promesse, della Politica che “cammina” sui progetti e sulle idee, della Politica che include all’interno di qualsiasi discorso i temi fondamentali della vita, della Politica che mette al centro le persone con le loro emozioni ed il loro “vissuto”. C’è bisogno di una Politica piegata ai bisogni dei cittadini, di una Politica che dia speranza alla vita materiale. Ho cercato in questi anni di mettere in pratica queste mie convinzioni, alcune volte riuscendoci, altre volte fallendo.
Questo continuerò a fare anche in futuro, sperando che i “brutti odori”, che da vent’anni noi ugentini respiriamo, possano un giorno scomparire.




