lunedì 6 aprile 2009

FORSE DOVREMMO PORCI ANCHE ALTRE DOMANDE

Ore 3:32: la terra trema.15 interminabili secondi hanno cambiato la vita di migliaia di persone. Tutto si è azzerato. Per alcuni definitivamente. Per altri inizia una “nuova” vita, mutilata di quella “normalità” costruita in tanti anni di duri sacrifici.Sono ore di solidarietà, dolore, cordoglio ma anche di speculazione politica. Molte le domande che vengono poste: si poteva prevedere il terremoto? Si è sottovalutato o meno il fatto che l’Abruzzo da alcuni mesi fosse teatro di leggere e costanti scosse sismiche?
Tutti quesiti che probabilmente rimarranno senza risposte ufficiali ma a proposito dei quali ognuno potrà farsi o si sarà già fatto un’opinione.
E' vero, non è tempo di strumentalizzazioni politiche. Ma è doveroso osservare come il terremoto abbia anche provocato il crollo di palazzi pubblici e case dello studente oltre che danni ingenti ad ospedali e scuole. Forse il nostro paese avrebbe bisogno di un imponente intervento strutturale nel campo edilizio.
Forse, in questi giorni, dovremmo porci anche questa domanda.

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