RIPORTO UN ARTICOLO PUBBLICATO SU www.antimafiaduemila.com IN CUI VIENE RIPORTATA L'ATTENZIONE SUL RISCHIO DI INFILTRAZIONI MAFIOSE NEL PROCESSO DI RICOSTRUZIONE DELL'ABRUZZO DOPO IL TERREMOTO DEL 6 APRILE SCORSO.
"E' forte il rischio di infiltrazione mafiosa nella ricostruzione delle aree abruzzesi colpite dal terremoto".
A lanciare l'allarme in una intervista all'agenzia radiofonica Econews è Olga Capasso, consigliere della Direzione nazionale antimafia, nel pool di magistrati costituito da Piero Grasso per evitare infiltrazioni nel post-terremoto in Abruzzo. "Possiamo dire - spiega la Capasso - che la corruzione è un fenomeno diffusissimo in Abruzzo, gli organi pubblici abruzzesi sono particolarmente corruttibili. Questa è una premessa che rende più facile l'infiltrazione mafiosa. Anche la mafia, prosegue, ha messo piede in Abruzzo: "Siamo vicini alla conclusione di un grosso processo che ha visto costituirsi in Abruzzo società che sono formalmente intestate a personaggi locali e di fatto dietro ci sono dei mafiosi. C'è stato un enorme flusso di denaro, un milione e 600 mila euro da società legate al Ciancimino verso società abruzzesi". E gli interessi delle ditte mafiose sono chiari: "I due settori - sottolinea ancora il magistrato - sono gli appalti e i rifiuti. Si costituiscono società per ottenere anche finanziamenti pubblici. Gli appalti si ottengono con la riduzione del prezzo di offerta, questo comporta che il cemento non sia più armato e che si mette la sabbia per guadagnarci. Gli altri sistemi utilizzati sono l'intimidazione delle società concorrenti e il ricorso al sub-appalto entrambi indicativi della presenza di organizzazioni mafiose e camorristiche".
A lanciare l'allarme in una intervista all'agenzia radiofonica Econews è Olga Capasso, consigliere della Direzione nazionale antimafia, nel pool di magistrati costituito da Piero Grasso per evitare infiltrazioni nel post-terremoto in Abruzzo. "Possiamo dire - spiega la Capasso - che la corruzione è un fenomeno diffusissimo in Abruzzo, gli organi pubblici abruzzesi sono particolarmente corruttibili. Questa è una premessa che rende più facile l'infiltrazione mafiosa. Anche la mafia, prosegue, ha messo piede in Abruzzo: "Siamo vicini alla conclusione di un grosso processo che ha visto costituirsi in Abruzzo società che sono formalmente intestate a personaggi locali e di fatto dietro ci sono dei mafiosi. C'è stato un enorme flusso di denaro, un milione e 600 mila euro da società legate al Ciancimino verso società abruzzesi". E gli interessi delle ditte mafiose sono chiari: "I due settori - sottolinea ancora il magistrato - sono gli appalti e i rifiuti. Si costituiscono società per ottenere anche finanziamenti pubblici. Gli appalti si ottengono con la riduzione del prezzo di offerta, questo comporta che il cemento non sia più armato e che si mette la sabbia per guadagnarci. Gli altri sistemi utilizzati sono l'intimidazione delle società concorrenti e il ricorso al sub-appalto entrambi indicativi della presenza di organizzazioni mafiose e camorristiche".

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