lunedì 27 aprile 2009

PROSSIMO OBIETTIVO: IL QUIRINALE


Sono i giorni di Silvio Berlusconi. Tanto per cambiare.
Prima la decisione di spostare il G8 di luglio, trasferendolo dall’isola della Maddalena alla disastrata l’Aquila, poi il discorso pacificatore del 25 Aprile, sempre in terra d’Abruzzo, in occasione del 64° anniversario della liberazione d’Italia. Due episodi che dimostrano la genialità politico-mediatica del Cavaliere.
Tra le rovine di Onna, teatro nel 1944 di una strage nazista in cui persero la vita 17 civili, ha sottolineato per la prima volta come la “Resistenza sia stata una grande pagina della storia d’Italia”. Ha esaltato comunisti del calibro di Togliatti e Terracini riconoscendone il merito, al pari degli altri padri costituenti, di aver scritto “una grande pagina della storia del nostro paese”. È addirittura arrivato a dichiarare la Resistenza “valore fondante della nazione”.
E’ come se Berlusconi avesse deciso di mettere da parte 15 anni di politica fondata sulla considerazione del comunismo come male assoluto.
Parole che hanno indotto scrittori del calibro di Asor Rosa a parlare di “vampirismo berlusconiano”, di tendenza, da parte del Premier, a “succhiare qualsiasi tipo di sangue, a metabolizzare tutto ciò che trova sulla sua strada, al fine di depotenziare gli avversari”.
Francamente non capisco che cosa ci sia ancora da depotenziare negli avversari politici, ma sono parole che hanno indubbiamente spiazzato tutti. Soprattutto quando ha affermato la convinzione che sia finalmente arrivato il tempo di “costruire tutti insieme un sentimento unitario nazionale”, lasciandoci alle spalle la contrapposizione tra fascismo e antifascismo. Oppure quando si è offerto come garante di “un’Italia finalmente pacificata in cui ci si confronti nel nome e nell’interesse di tutti”. Un invito alla pacificazione e alla concordia che arriva da colui che, più di ogni altro, ha contribuito a dividere gli italiani negli ultimi 15 anni. Un discorso di cui l’Italia aveva da tempo bisogno e con il quale il Cavaliere ha anche iniziato a preparare il terreno per il raggiungimento del suo prossimo obiettivo: il Quirinale.

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