domenica 24 maggio 2009

IL RITORNO DEI FALCHI


Negli Stati Uniti il tema della sicurezza nazionale continua a tenere banco. A ravvivarlo le discussioni sulla opportunità o meno di chiudere il carcere di Guantanamo, alla luce di alcune informazioni di intelligence che mettono in guardia da un possibile nuovo attacco di Al-Qaeda, stile 11 settembre.La polemica tra democratici e repubblicani è incentrata sulle tecniche di interrogatorio utilizzate a Guantanamo in questi anni di lotta al terrorismo. I repubblicani non solo non accettano la chiusura del carcere cubano, più volte sbandierata da Obama come necessaria ma sostengono inoltre, per bocca dell’ex vice-presidente Cheney, la bontà delle tecniche di interrogatorio (su tutte il waterboarding e la privazione del sonno) utilizzate nella stessa struttura, in quanto strumenti importanti per l’acquisizione di informazioni rivelatesi fondamentali ad evitare attentati terroristici ancora più imponenti dell’11 settembre. Nel momento, quindi, in cui Obama rilancia sulla chiusura del carcere, dove sono attualmente detenuti 241 terroristi, i falchi repubblicani tornano a farsi sentire sul tema che hanno indubbiamente più a “cuore”, la sicurezza nazionale, rivendicando l’efficacia non solo della dottrina Bush ma anche degli strumenti utilizzati per far parlare gli affiliati di Al-Qaeda. A tal proposito, i neoconservatori chiedono provocatoriamente ad Obama di autorizzare la pubblicazione dei verbali degli interrogatori svoltisi a Guantanamo (in modo da far appurare agli americani la effettiva efficacia degli stessi) e di chiarire le modalità di trattazione dei terroristi una volta che il carcere sarà chiuso.Il presidente, come già annunciato in campagna elettorale, vuole riportare la lotta al terrorismo nell’ambito dello stato di diritto, rivalutando il ruolo dei tribunali federali e delle carceri di massima sicurezza presenti sul territorio americano. Il problema è rappresentato da quella parte di detenuti che pur non essendo perseguibili (cioè non può istituirsi un processo a loro carico) rappresentano una minaccia per la nazione americana (e quindi non possono essere scarcerati). In questi anni la loro casa è stata Guantanamo. Che fine faranno in caso di chiusura del carcere? Saranno rilasciati? Che decisioni prenderà Obama nei loro confronti? Domande attraverso le quali i falchi conservatori ritornano a far sentire la loro voce.

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