È ormai certa, anche se manca l’ufficialità, la riconferma di Hamid Karzai a presidente dell’Afghanistan. Quante aspettative erano nate attorno alla consultazione elettorale dello scorso 20 agosto. Quante speranze sono invece andate deluse analizzando le modalità di svolgimento della stessa. I mass media occidentali ci hanno, in questi anni, costantemente propinato che la guerra contro i talebani veniva combattuta per instaurare la libertà e la democrazia in Afghanistan e per privare i terroristi di Al Qaeda di un importante appoggio finanziario e logistico. Un conflitto che bisogna vincere, come ormai sostenuto da gran parte degli addetti ai lavori, perché chiave di volta della più ampia guerra al terrorismo, iniziata dagli Stati Uniti dopo l’attacco alle Torri Gemelle. Alle ultime elezioni è stata data una valenza democratica inestimabile, invitando ripetutamente la popolazione afghana a sfidare le minacce talebane e recarsi a votare. A tre settimane circa dal voto si parla sempre più insistentemente di brogli. Addirittura di falsi seggi, creati appositamente da Karzai, nei quali si sarebbero illegittimamente espresse preferenze in suo favore. Voti che, una volta giunti a Kabul, sarebbero state regolarmente conteggiati. A questo punto una domanda sorge spontanea: a che gioco si sta giocando in Afghanistan? Se si combatte per la democrazia, se si invita la popolazione ad andare a votare per la democrazia, rischiando le rappresaglie talebane, se si è sottolineato il carattere libero (a questo punto fortemente disatteso) di tali elezioni, se si sono considerate le stesse come inizio di un processo di costruzione di una compiuta democrazia in Afghanistan, perché sono stati creati finti seggi di raccolta voti (si parla addirittura di 350.000 mila preferenze)? E, soprattutto, quale legittimità può avere un Presidente non eletto in modo libero e trasparente? Quanto può essere politicamente credibile nella lotta al terrorismo fondamentalista e ai talebani? Se la democrazia nasce già priva della sua essenza come si può efficacemente contrastare l’avanzata dei mullah verso Kabul?

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