sabato 7 novembre 2009

VITE DA PRECARI

RIPORTO TRE STORIE DI PRECARIATO SCELTE DAL SITO DI REPUBBLICA ED INDICATIVE DELLE ATTUALI DIFFICOLTA' DEI GIOVANI A PROGETTARE SERIAMENTE IL PROPRIO FUTURO.


"Eccomi qui insieme a tutti gli altri per raccontare la mia storia di precariato. Laurea in sociologia e master . Dopo un susseguirsi di stages e tirocini finalmente il primo lavoro in un call center: allo scattare di un’ora e mezza di lavoro che consisteva nel rompere le palle alla gente per inutili sondaggi telefonici avevi diritto a ben 7 minuti e mezzo di pausa. Dopo l’esperienza call center arriva finalmente una proposta di lavoro buonina a seguito di un tirocinio di 6 mesi. Per circa un anno vado avanti con contratti trimestrali. Poi un grande passo avanti sulla durata del contratto e sullo stipendio. Tra un po’ si esaurisce la sabbiolina della clessidra del mio contratto e quella del successivo contratto durerà molto meno: 3 mesi a uno stipendio mensile fortemente ridotto. Ecco il bel risultato dei fantastici contratti del nuovo millennio. Si chiamano a progetto ma non permettono di progettare, e di diventare autonomi, considerando anche i prezzi degli affitti immobiliari!"




"Laureato in Legge, parlo 3 lingue straniere. Ho alle spalle esperienza nel campo del giornalismo (quotidiani, Tv, Radio) eppure mi ritrovo - ad un anno dal conseguimento della laurea - a fare il praticante gratuitamente, a dispetto delle 10 ore di lavoro quotidiane. Ho cercato alternative, inviando curricula ad aziende, giornali, banche, televisioni...risultato: zero euro, zero prospettive e l'incubo, laddove l'esame per diventare avvocato dovesse non andare bene al primo colpo, di arrivare a 30 anni, senza il becco di un quattrino, ancora finanziato dai miei genitori. E meno male che vivo nel "ricco" nord-est".



"Laureato a 25 anni(corso di laurea 5 anni) adesso ne ho 29 e alle spalle due stage uno di 4 mesi e uno di 6 non retribuiti, sono al terzo rinnovo di un contratto a progetto a 850,00 € e ne pago 450 d'affitto a milano che non è la mia città, basta come storia? o bisogna renderla ancora più commovente?"

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